Il Santuario della Madonna di Ardena, eretto agli inizi del XVII secolo, nasce in un contesto di forte diffusione del culto mariano nella zona. La sua origine è legata alla tradizione secondo cui il quadro “Maria e il Divin Infante”, inizialmente collocato in una cappelletta lungo l’antico sentiero per Lavena, sarebbe stato ritrovato per due volte nel luogo detto Campaccio, dove oggi sorge il santuario. Proprio da questa denominazione derivò l’antico nome di Oratorio della Beata Vergine del Campaccio. Al suo interno si conservano due importanti opere: il dipinto “Maria e il Divin Infante” e “Maria benedicente”, realizzato nel XVI secolo da Carlo Urbini da Crema, che raffigura Cristo in ginocchio davanti alla Madonna, circondato dagli apostoli Pietro, Giacomo e Giovanni. Nei primi tempi la piccola chiesa era affidata a un eremita che vi abitava stabilmente, sostenendosi con le risorse del luogo e con un contributo economico del Regio Impero. Le condizioni dei collegamenti erano allora molto difficili: i sentieri che conducevano al santuario risultavano spesso impraticabili a causa del maltempo, rendendo complessi gli spostamenti dei pellegrini e lo svolgimento delle funzioni religiose. Per le celebrazioni come matrimoni e battesimi era necessario fare riferimento alla chiesa di Lavena, da cui il santuario dipendeva. Questa situazione generò nel tempo tensioni tra la comunità di Ardena e le autorità ecclesiastiche, fino alla concessione dello status di vice parrocchia, senza però l’elevazione a parrocchia autonoma. Solo dopo 171 anni il santuario ottenne il titolo parrocchiale, seguito da ulteriori ventitré anni prima dell’arrivo del primo parroco. Nel corso dei secoli non sono mancate tradizioni e racconti popolari, tra cui quello relativo a presunti fenomeni inspiegabili e al suono delle campane attribuito a presenze misteriose; negli anni ’70 e ’80 furono anche segnalati episodi particolari nella canonica che attirarono l’attenzione di studiosi del paranormale. Ancora oggi questi racconti fanno parte del patrimonio orale legato al santuario, contribuendo alla sua storia locale.